Dopo mesi di grandi carichi di lavoro, finalmente sei riuscita a dedicare una giornata solo a te. In agenda hai protetto con fermezza quello spazio vuoto per riempirlo di attività nutrienti, che possano ricaricare le tue energie.
Eppure, già all’inizio di quella giornata ti ricordi che la cliente non ti ha ancora confermato il prossimo appuntamento, e decidi di scriverle perché tenerlo a mente e rimandare al giorno successivo ti farebbe aumentare solo l’ansia. Tanto… è solo questione di un minuto.
Poi, però, inizia un botta e risposta di messaggi che ti riporta, mentalmente ed emotivamente, a trascorrere quella giornata come le altre: consumando energie dedicate al lavoro, impedendoti di vivere con qualità e presenza momenti tanto desiderati.
Razionalmente, sai che sarebbe il momento di mettere i confini tra il tempo dedicato al lavoro e quello che spendi per la tua vita privata: ci hai anche provato, seppur con scarsi risultati. Puntualmente, però, le emozioni scomode prendono il sopravvento e l’urgenza di essere sempre disponibile ti fa cedere.
Se ti riconosci in questa situazione, sappi che non sei sola: per le imprenditrici definire i confini tra vita privata e libera professione è una sfida quotidiana, ma curare il proprio benessere, anche in partita IVA, non può più essere un’opzione.
In questo articolo ti mostro perché fatichi a mettere e proteggere i confini con i clienti e troverai alcuni strumenti per smontare queste abitudini.
Mettere i confini con i clienti: perché ti senti in colpa
Se quando provi a mettere confini con i clienti ti senti in colpa o procrastini il punto potrebbe non riguardare la relazione stessa con i clienti ma l’idea che, mettendo i confini, tu possa tradire l’immagine che hai di te.
Potresti, magari inconsapevolmente, aver associato l’idea che una professionista che è sempre disponibile per i clienti sia una brava professionista, che tiene ai suoi clienti, alla loro crescita e a quelle dei loro progetti e alla realizzazione dei loro obiettivi.
Quindi: disponibilità = professionalità = bravura.
Partendo da questa lettura, potresti aver paura che mettere i confini possa significare per i tuoi clienti la perdita della qualità di relazione che avete, ovvero che possano percepirti meno presente, meno incidente, meno “sul pezzo”.
Inconsciamente, potresti quindi aver associato il tuo valore alla tua disponibilità, e non alle tue competenze, alla tua bravura e all’esperienza nel tuo settore che ogni giorno offri ai tuoi clienti e che, in realtà, è il vero motivo per cui ogni giorrno ti scelgono.
Nessuna collaborazione professionale dovrebbe metterti nella posizione di dover scegliere tra la qualità del tuo lavoro, la relazione con i clienti ed il tuo benessere personale: la crescita professionale non dovrebbe richiedere una continua rinuncia a te stessa e il tuo benessere esiste anche se sei una partita IVA.
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Stabilire i confini non è un altro impegno da inserire in agenda
No, per un’imprenditrice mettere i confini non è necessariamente qualcosa di semplice e naturale… e sì, può richiedere impegno, fatica e tanta energia prima di diventare una cosa del tutto naturale.
Questo succede quando per mesi, o forse anni, ti sei assunta sulle tue spalle le responsabilità anche dei tuoi clienti come, ad esempio:
- portare il peso del suo risultato;
- anticipare ogni bisogno perché possa sentirsi accolto e guidato;
- compensare mancanze altrui;
- sentirti responsabile anche di ciò che non dipende da te.
Quando la stanchezza e la demotivazione sono diventate la normalità delle tue giornate lavorative o quando, alla sola idea di parlare con un cliente, ti sei sentita infastidita e nervosa, il bisogno di mettere confini nel tuo lavoro è diventato, però, inevitabile.
Ci hai provato, ma ogni volta che ti sei imposta di proteggere il tuo tempo e le tue energie, non sei riuscita a trovare la chiave giusta per comunicare ai clienti il valore e l’importanza di questa scelta e loro, ognuno per un motivo diverso, non hanno accolto la tua richiesta, non rispettandoli.
Questo, però, non significa che tu non debba far rispettare ai clienti i tuoi spazi e che sia giusto che loro mettano i loro obiettivi davanti al tuo tempo e ai tuoi bisogni. Significa, invece, che tu debba trovare la chiarezza giusta e la convinzione necessaria per stabilire confini chiari e definire la tua formula di benessere, anche in partita IVA.
Stabilire i confini in partita IVA, partendo dal corpo
A volte il corpo arriva prima della consapevolezza mentale. Inizia a mostrarti attraverso la stanchezza, l’irritabilità, la difficoltà a staccare o la sensazione di non avere più spazio mentale che il modo in cui stai portando avanti il tuo lavoro non è più sostenibile. Infatti, vivere per molto tempo in questa modalità significa rimanere costantemente in una posizione di reattività rispetto a ciò che accade fuori dal tuo controllo come, ad esempio:
- rispondere alle richieste;
- anticipare problemi;
- adattarti alle necessità degli altri.
Se per troppo tempo hai percepito ogni bisogno esterno come qualcosa da gestire immediatamente, anche il riposo può iniziare a sembrare uno spazio difficile da abitare. Se è così, non aspettare di avere più energia per prenderti cura di te. Inizia, invece, a prenderti cura di te, perché il tuo corpo possa smettere di vivere costantemente in modalità sopravvivenza, permettendogli di aumentare i tuoi livelli di energia.
Quando sei in modalità sopravvivenza potresti accorgerti di:
- essere sempre in risposta alle richieste esterne;
- non riuscire a sentire i tuoi bisogni;
- percepire ogni pausa come qualcosa da meritare;
- rimanere mentalmente agganciata anche quando non lavori.
Quando per anni hai associato il tuo valore alla capacità di esserci sempre, anche un piccolo limite può attivare emozioni molto intense. Prendendo atto di queste nuove consapevolezze, non stai solo cambiando un’abitudine lavorativa: stai mettendo in discussione un modo con cui hai imparato a sentirti una professionista competente, di valore. Forse non è il confine in sé a spaventarti, ma ciò che temi possa significare: “Se non ci sono sempre, se non rispondo subito, se non faccio più di quello che mi viene richiesto, sarò ancora una professionista abbastanza valida?”
Quando hai passato tanto tempo a occuparti di ciò che serve agli altri, il primo spazio che crei per te può sembrare quasi sconosciuto. Prima ancora di riempirlo con nuove abitudini, è importante imparare nuovamente ad ascoltare cosa desideri davvero. Solo così potrai costruire il tuo spazio di benessere, anche in partita IVA.
Mettere confini nelle relazioni non significa necessariamente mostrarti come insensibile e dogmatica: i confini rappresentano una strategia per condividere le responsabilità all’interno della relazione perché così tu possa concentrarti solo su ciò che realmente dà significato al tuo lavoro senza sovraccaricarti di responsabilità che non ti competono. Avere confini sani, spesso, migliora le relazioni e ti permette di vivere appieno il tuo benessere, rendendolo un importante alleato di successo nella costruzione del tuo lavoro.

