Per molte imprenditrici e libere professioniste, dare valore al proprio lavoro non è sempre semplice. Definire compensi e tariffe richiede un grande sforzo emotivo, e far rispettare ai propri clienti spazi e confini è una sfida quotidiana.
Questo accade perché per il prezzo non è solo il corrispettivo in denaro del servizio erogato, ma è una vulnerabilità. È il punto d’incontro tra la tua identità professionale, le tue competenze, e l’impatto che generi nella vita delle tue clienti, influenzato dall’educazione che hai ricevuto sul valore, sul successo e sul denaro.
Fermati a pensare: quante volte, nonostante la tua esperienza e competenza, ti domandi se stai chiedendo troppo? Oppure ti capita – anzi, senti proprio il bisogno quasi automatico – di non farti pagare un extra che ti richiede solo qualche minuto… come se il tuo tempo e la tua esperienza non avessero un peso reale?
Se ti riconosci in questo sentire, sei nel posto giusto.
Il prezzo che attribuisci ai tuoi servizi e il modo in cui dai valore al tuo lavoro, infatti, non parla soltanto di mercato. Si intreccia con la fiducia nel tuo valore personale, con quanto senti di meritare, con quanto ti senti autorizzata a ricevere e con il tuo rapporto, spesso profondo e stratificato, con il denaro.
Donne e denaro: il tabù da de-costruire
Per te il denaro è un tabù? Se stai leggendo questo articolo, probabilmente sì.
Sappi che questa tua percezione non è né un limite individuale, né una mancanza di competenze. Spesso è il risultato di un condizionamento silenzioso, appreso molto prima di aprire la partita IVA o di lanciare il tuo business, che ha influenzato per generazioni il modo in cui molte donne percepiscono il valore del proprio lavoro.
Molte donne sono cresciute con l’idea che:
- fosse più importante essere apprezzate che ben pagate;
- chiedere troppo potesse risultare eccessivo;
- ambire a guadagni alti fosse poco elegante, poco femminile, persino egoista.
Non è un tuo limite o una tua percezione: è l’esperienza che vivono molte donne che te e che altrettante donne stanno cercando di de-costruire.
Ci è stato insegnato a essere collaborative, disponibili, comprensive, qualità preziose, certo, ma raramente ci è stato insegnato a:
- negoziare con fermezza;
- sostenere il nostro valore economico;
- parlare di denaro con naturalezza.
Tutta questa percezione, rende la definizione di prezzi e tariffe, una vera sfida alla narrazione culturale in cui siamo state immerse per anni, dove il valore persone è associato al dare di più e non alla capacità di ricevere di più.
Ed è qui che il tema dell’autostima si intreccia con qualcosa di più grande: la nostra autorizzazione interiore a occupare spazio, anche economico.
Autostima e pricing: cosa succede davvero
Per un’imprenditrice, associare identità personale, identità professionale e a brand è un’azione naturale che, però, può trasformarsi in un vero e proprio ostacolo per realizzare un business sostenibile.
In quest’ottica, infatti, riuscire a dare il giusto valore al proprio lavoro e stabilire prezzi equi, chiama in causa componenti personali ed emotive, strettamente legate alla propria autostima
Se sul piano personale:
- senti di non meritare;
- hai una scarsa stima di te stessa;
- hai un giudice interiore molto severo che prende il sopravvento in tutte le tue scelte;
- non ti concedi di sentirti mai abbastanza brava;
il valore che dai al tuo lavoro e i prezzi dei tuoi servizi ne subiranno inevitabilmente le conseguenze.
Quando la tua autostima influenza il tuo lavoro, chiedi ai tuoi clienti quanto credi di meritare, non tenendo conto del mercato di riferimento in cui la tua attività cresce e nemmeno delle trasformazioni che porti nella vita delle clienti.
Di conseguenza, riuscire a rendere il tuo business sostenibile richiede ancora più sforzo, impegno, tempo e energie, perché per riuscire a stare nei costi e guadagnare quanto desideri, potresti dover lavorare con più clienti e a condizioni non sempre favorevoli per il tuo benessere.
Voglio condividere con te una verità importante: quando il prezzo che stabilisci è più basso del tuo reale valore significa che stai sacrificando qualcosa, ritrovandoti ad esempio:
- a lavorare con più clienti di quanti riesci a gestire;
- a gestire persone non allineate, che non sono in grado di riconoscere il tuo valore e quello del tuo lavoro;
- a accettare condizioni poco sostenibili;
- a comprimere i tempi e lavorare in affanno;
- a impiegare più energie di quelle che realmente vengono retribuite.
Il risultato? Più carico, mentale e di responsabilità, meno profittabilità, meno tempo per te, da investire nel tuo benessere, meno soddisfazione.
I confini nel business
Il prezzo ed i confini nella relazione con i clienti parlano la stessa lingua: quella dell’autostima.
Quando abbassi il prezzo dei tuoi servizi, spesso, indebolisci anche i confini nei confronti dei clienti:
- rispondi a messaggi fuori dal tuo orario di lavoro;
- cedi all’ennesimo extra senza budget;
- ti mostri disponibile all’ennesima chiamata;
e non sempre il motivo per cui lo fai è la generosità: ppesso, dietro questi comportamenti si nasconde la paura di perdere opportunità ed approvazione.
Eppure i confini professionali non sono muri invalicabili tra te e i clienti: sono il riflesso del valore che riconosci a te stessa.
Potresti pensare che mettere dei confini possa impattare negativamente sulla relazione con il cliente, di sembrare distaccata, disinteressata, fredda o avida. In realtà, spesso, accade l’opposto: i confini sono il modo più chiaro e rispettoso in cui comunichi ai clienti come vuoi essere trattata.
Stabilire dei confini chiari, infatti,i ti permette di comunicare serenamente:
- le aspettative che il cliente può avere sul lavoro che farete insieme;
- le responsabilità di tutte le parti coinvolte;
- come avverrà la comunicazione tra voi (tramite mail, su whatsapp…);
- la tua disponibilità di giorni ed orari.
Definire questi aspetti non significa irrigidire la relazione tra te ed il cliente, ma renderla più trasparente e professionale sin dall’inizio. Inoltre, i confini sono un valore e un limite che tu stabilisci, e puoi farlo anche ufficializzando le tue “regole”.
Se temi, ad esempio, che il cliente possa contestare i tuoi confini, puoi redigere un accordo in cui definisci in maniera dettagliata le tue condizioni e modalità di lavoro e chiedere di firmarlo prima dell’inizio del vostro percorso insieme. Una volta comunicati, i confini devono essere sostenuti. Sarà anche tua responsabilità far rispettare i confini qualora il cliente dovesse oltrepassarli.
Il prezzo che scegli di attribuire ai tuoi servizi e i confini che stabilisci nella relazione con i clienti non sono semplici decisioni operative: sono il riflesso del valore che dai al tuo lavoro.
Rafforzare la tua autostima significa anche cambiare il modo in cui ti posizioni nel tuo lavoro, stabilendo senza fatica compensi equi, sostenendo le tue condizioni e costruendo relazioni professionali basate sul rispetto reciproco.
La tua professione non deve essere sostenibile solo dal punto di vista economico ma può essere uno strumento per sostenere la tua libertà ed il tuo benessere.

