Naturopatia e sintomi ricorrenti: ascoltare il corpo invece di combatterlo

Ogni mese è sempre la stessa storia: quel sintomo che fatichi a far passare ricompare regolarmente. Eppure, le hai provate tutte: 

  • mangiare bene;
  • prendere antinfiammatori ed integratori;
  • fare attività fisica. 

Nulla sembra funzionare e prenderti cura di te e del tuo benessere diventa un nuovo peso che si aggiunge alla lista delle cose da fare. Così, puntualmente, ti informi, segui i consigli, provi nuovi approcci con la stessa determinazione con cui affronti il lavoro, la famiglia, gli impegni quotidiani.

E quando il sintomo non passa, potresti sentirti frustrata, come se non stessi facendo abbastanza. Magari ti sei detta che, ormai, sarà la tua nuova normalità prendere antinfiammatori almeno un po’ di giorni al mese perché il fastidio è intollerabile e tu non puoi rallentare il ritmo delle tue giornate frenetiche.

Hai mai pensato, invece, che il punto potrebbe non essere il sintomo?

In questo articolo ti mostro perché il sintomo, quando compare, non deve necessariamente essere visto come un ostacolo, ma interpretato come una richiesta di sostegno da parte del corpo (e come comprenderlo con la naturopatia). 

La mente: come vivi i sintomi fisici

Se sei una donna abituata a reggere molti carichi di stress e responsabilità, è possibile che, nella quotidianità, tu faccia affidamento quasi esclusivamente sulla tua mente ed è lei che tiene insieme tutto:

  • gli impegni di lavoro;
  • l’organizzazione della famiglia;
  • le scadenze;
  • le cose da ricordare.

Magari sei tu ad adattare i tuoi impegni a quelli del partner e dei figli, a ricordarti i compleanni delle amiche o a pensare in anticipo a tutto ciò che potrebbe servire perché le cose vadano per il verso giusto.

Con il tempo, questo modo di stare nelle relazioni diventa così abituale, che difficilmente ti chiedi se ciò che stai facendo va bene anche per te, non perché i tuoi bisogni non siano importanti, ma perché hai imparato a essere quella che tiene insieme tutto. Quella affidabile. Quella su cui si può sempre contare.

Così, a forza di occuparti di ciò che serve agli altri, rischi di perdere familiarità con ciò che serve a te e anche i segnali del tuo corpo finiscono per passare in secondo piano.

Li noti, magari, ma li rimandi.

Ti ripeti che ci penserai quando avrai più tempo, quando il periodo sarà meno intenso, quando avrai finito tutto quello che c’è da fare. Finché il corpo trova un modo per farsi ascoltare attraverso un sintomo che non riesci più a ignorare.

A quel punto, è comprensibile che il primo desiderio sia farlo sparire il prima possibile, non solo perché il dolore o il fastidio sono difficili da sopportare, ma perché fermarti sembra un lusso che non puoi permetterti. Il sintomo diventa qualcosa da zittire, per poter tornare, il prima possibile, alla vita di sempre.

Il corpo: un nuovo modo di guardare al tuo benessere

Il sintomo non è un nemico da combattere né un ostacolo da superare il più velocemente possibile.

Il sintomo è, invece, il modo in cui il corpo prova a richiamare la nostra attenzione quando, per tanto tempo, abbiamo imparato a rivolgerla altrove.

Per alcune donne si manifesta dopo mesi, o addirittura anni, trascorsi a tenere insieme gli equilibri della famiglia, del lavoro e delle relazioni, nonostante i tentativi di adattarsi, resistere, andare avanti. Perché fermarsi non sembrava un’opzione possibile.

Cosa racconta un sintomo nella naturopatia?

Quando una donna trattiene un disagio per tanto tempo, il sintomo non racconta soltanto un corpo che sta male ma:

  • responsabilità;
  • bisogni rimandati;
  • emozioni trattenute;
  • di una parte di sé che, poco alla volta, ha imparato a occupare sempre meno spazio.

Esempi di sintomi in naturopatia

Un esempio comune è una donna che convive con una stanchezza profonda. Il punto non è chiedersi soltanto come ritrovare energia, ma anche domandarsi che cosa, nella sua vita, la stia consumando da così tanto tempo.

Un altro esempio di sintomi in naturopatia è una donna che soffre di cistiti ricorrenti: oltre a individuare e trattare le cause organiche del disturbo, potrebbe essere utile chiedersi:

  • come sta vivendo le proprie relazioni;
  • quanto spazio sente di avere per sé;
  • quanto spesso si ritrova a oltrepassare i propri limiti pur di non deludere gli altri.

Non esiste un significato universale dietro ogni sintomo, perché il corpo non parla attraverso un linguaggio da decifrare, ma è importante capire perché un sintomo compare nella vita di una persona e quale storia racconta.

Come gestire un sintomo ricorrente con la naturopatia

L’approccio naturopatico ti permette di guardarti dentro, partendo dal sintomo e dal corpo per arrivare a comprendere la tua mente, alle tue emozioni e a ciò che provi mettendo in campo certi meccanismi ricorrenti, che non sei più disposta a tollerare.

Quando un sintomo compare, oltre a chiederti come prendertene cura, inizia a domandarti:

  • che cosa stia accadendo nella tua vita in questo momento?
  • quali pesi stai portando?
  • quali bisogni continui a rimandare?
  • quali parti di te stanno chiedendo, forse per la prima volta dopo tanto tempo, di essere viste?

Perché spesso il cambiamento non inizia quando il sintomo scompare, ma nel momento in cui smetti di chiederti soltanto “come faccio a farlo passare?” e inizi a domandarti “che cosa questo sintomo mi sta mostrando della vita che sto vivendo?”.

Perché, a volte, prendersi cura di sé non significa fare qualcosa in più ma concedersi il tempo di ascoltare ciò che, per tanto tempo, è rimasto in attesa. E forse è proprio da lì che può iniziare una vita che ti somiglia un po’ di più.

Medicina tradizionale e naturopatia nella gestione del sintomo

Per prenderti cura di te e del tuo benessere, è importante sapere e sottolineare che non tutti i sintomi hanno un’origine emotiva e che la naturopatia non si contrappone alla medicina tradizionale, che resta uno strumento necessario: ogni sintomo merita di essere accolto con serietà, indagato insieme ai professionisti sanitari di riferimento e trattato in modo appropriato.

L’approccio naturopatico non sostituisce le terapie mediche né la diagnosi: le affianca, offrendo uno spazio in cui il corpo non viene osservato come un insieme di organi o funzioni, ma come parte della storia della persona che lo abita.

Ciao, sono Silvia!

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Lettera Selvaggia

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