La tua agenda è sempre piena, ma parla di tutti, tranne che di te.
Tra impegni familiari e responsabilità incombenti, le giornate scorrono a ritmi serrati e senza pause. In questo susseguirsi di eventi e scadenze, c’è solo una grande mancanza: il tempo per te, perché quello non è previsto.
Neanche ti pesa più di tanto: ormai ti sei convinta che in fondo va bene così, non è colpa di nessuno, semplicemente nelle tue giornate non c’è spazio anche per te. Hai smesso di farci caso, ma la sera, quando finalmente ti infili nel letto e la mente inizia a distendersi risuona un pensiero quasi strano: anche oggi non ho fatto nulla per me stessa.
Nella mente iniziano a balenarti tante idee, ma ormai è tardi. Sei stanca, e sai già che domani la routine sarà altrettanto incalzante e tu sai che senza di te, niente potrebbe andare nel verso giusto. Il magone sale, l’ansia sale, prima di essere fagocitata dal sonno, e lì, questo pensiero, non trova più spazio.
Ma fino a quanto e fino a quando potrai schiacciare questa parte di te sotto il tappeto? Utilizzando il coaching, in questo articolo voglio accompagnarti a comprendere da dove nasce questo senso del dovere così forte e a scoprire come, a piccoli passi e senza stravolgimenti, puoi tornare a fare spazio ai piaceri della vita. Quelli che non devono essere meritati, giustificati o rimandati. Quelli che parlano di te.
Imprenditrice e donna: quando il tempo per gli altri diventa la tua comfort zone
Se stai leggendo quest’articolo, probabilmente anche tu come me sei un’imprenditrice, una libera professionista, una donna in carriera, che giorno dopo giorno mette cura e energia nei suoi progetti. Ma non solo, forse sei anche una compagna, una moglie, una sorella, una mamma.
Da fuori, la tua vita sembra perfetta: sei organizzata, efficiente, sempre sul pezzo. Reggi ritmi sostenuti e, agli occhi degli altri, sembri avere un’energia inesauribile. Ma dentro, in sordina, si muove qualcosa di diverso. È una sensazione sottile:
- come se fossi sempre un po’ “in debito”;
- come se non avessi mai fatto abbastanza per qualcuno o per qualcosa.
Di te, invece, quasi ti dimentichi, come se il tuo valore personale dipendesse da quanto fai, da quanto sei utile.
Molte donne oggi si riconoscono in una situazione simile alla tua. Si raccontano di non avere tempo per i propri hobby, per ciò che amano davvero. Eppure, molto spesso, non è una questione di tempo. È una questione di autorizzazione interiore.
Le giornate piene e i ritmi frenetici, in fondo, ti fanno sentire al sicuro, sono il terreno che conosci meglio. Forse non te ne sei mai resa conto, ma probabilmente anche per te fare, organizzare, risolvere è diventato il tuo modo di stare al mondo, perché è lì che hai imparato a sentirti valida, e magari lo fai per i tuoi cari, ma anche per i tuoi clienti.
È come se una voce silenziosa continuasse a ripeterti: più fai, più vali. Fermarti, invece, può fare paura.
All’interno del ritmo serrato della tua agenda di donna e imprenditrice, rallentare significa:
- allentare la presa;
- uscire da un copione rodato;
- incontrarti quando non sei impegnata a fare qualcosa per qualcuno;
- scoprire chi sei quando i ritmi non sono serrati e l’agenda non è piena fino all’ultimo spazio.
Ed è proprio qui che nasce la difficoltà, perché prenderti del tempo per te non è solo una questione organizzativa: è un atto identitario. È scegliere di esistere anche quando non stai producendo, aiutando, rendendo tutto più semplice agli altri.
Quando inizi a uscire dalla logica della performance, si apre una possibilità nuova: quella di concederti tempo di qualità senza doverlo giustificare, senza sensi di colpa, senza la costante sensazione di stare perdendo tempo. Tempo che non serve a fare di più, ma a sentirti di più.
Perché fai così fatica a prenderti del tempo per te stessa
La tua storia non inizia quando sei diventata donna o quando hai iniziato il tuo percorso imprenditoriale. Queste dinamiche hanno infatti radici molto profonde, che raccontano della brava bambina che sei stata. Forse sei cresciuta imparando che essere amata, vista, apprezzata significava essere composta, responsabile, affidabile e hai imparato presto:
- a non chiedere troppo;
- a non occupare spazio;
- a fare la cosa giusta anche quando nessuno te lo chiedeva davvero;
- a mettere i bisogni degli altri davanti ai tuoi.
Fin da piccola, hai imparato che quello era il modo migliore per essere considerata “brava”. Ciò non signfica che qualcuno te lo abbia detto esplicitamente, ma il messaggio era chiaro: prima il dovere, poi – forse – il piacere.
Prima ciò che serve, poi ciò che desideri: quando hai imparato che fermarti significa non sentirti abbastanza.
Oggi quella bambina è diventata una donna efficiente, organizzata, capace di reggere molto. Una donna su cui gli altri possono contare sempre e che oggi fa fatica:
- a prendersi del tempo per sé;
- a concedersi un momento di piacere;
- a fare, immersa nella leggerezza.
Se applichi tutti questi comportamenti, non significa che ti manca forza di volontà, anzi. Sei una donna forte e potente, e devi essere fiera di ciò che hai costruito finora.
Ciò che ti manca, infatti, non è determinazione o potere personale, ma una consapevolezza che nessuno ti ha mai insegnato: anche il tuo desiderio merita spazio.
Come iniziare a prendersi del tempo per sé e includersi nella propria vita
Dopo aver attraversato la tua storia, che è la storia di moltissime donne con cui mi confronto quotidianamente, ed in parte anche la mia, voglio ora condividere con te alcuni strumenti e informazioni per guidarti in una gestiore del tempo che includa anche te.
Prima di tutto, sappi che questa trasformazione non inizia aggiungendo un altro impegno alla tua agenda, rendendo la tua quotidianità ancora più serrata, schematica e vincolante.
Questa trasformazione, invece, inizia nel momento in cui smetti di chiederti quando potrai dedicarti a te e inizi a chiederti se ti stai permettendo di farlo.
Il vero cambiamento non passa dall’organizzazione, ma dall’autorizzazione.
Imparare a prendersi del tempo per sé significa:
- iniziare a includerti;
- riconoscere che anche tu fai parte della lista delle persone di cui prenderti cura;
- che il tuo desiderio non è un capriccio da rimandare a quando tutto il resto sarà sistemato;
- ritagliarsi uno spazio personale, senza sentirsi in colpa.
Ogni volta che scegli il desiderio al posto del dovere:
- stai riscrivendo una narrazione;
- stai insegnando a te stessa che puoi esistere anche senza essere sempre produttiva, utile, impeccabile;
- stai riconoscendo il tuo valore, a prescindere dall’azione che stai compiendo.
Scegliere il desiderio come atto di cura
Adesso lo sai: prendersi tempo per sé non significa fare qualcosa di diverso ma pensare in modo diverso. Probabilmente non tutto cambierà domani: continuerai ad avere giornate piene, responsabilità, persone che contano su di te.
Va bene così: la trasformazione non chiede di rinnegare chi sei stata, ma di fare spazio a chi stai diventando.
Puoi iniziare a prenderti del tempo per te, semplicemente:
- ascoltandoti un po’ di più;
- facendo attenzione a quelle piccole scintille di desiderio che emergono quando smetti di correre;
- ritagliandoti un momento tutto tuo, come una sessione di coaching, dove potrai approfondire la tua storia, le tue dinamiche, le tue azioni e i prossimi passi da compiere.
Non devi dimostrare nulla per meritarti piacere, riposo o leggerezza: non sei qui per sopravvivere, riempire ogni spazio, per essere sempre all’altezza, per tenere tutto insieme da sola. Sei qui anche per goderti la vita, per scegliere ciò che ti somiglia, per concederti ciò che ti nutre.
Perché il tempo per te non è un premio. È una forma di presenza. Ed è da lì che tutto ricomincia.

