I segnali del carico mentale delle donne: come riconoscerlo e imparare a gestirlo

Ci sono donne a cui tutti si affidano. Sono quelle che trovano una soluzione quando c’è un problema, che ricordano ciò che gli altri dimenticano, che riescono sempre a tenere insieme i pezzi.

Queste donne competenti, presenti, responsabili, perché hanno imparato a contare solo sulle proprie risorse, diventano un punto di riferimento anche per chi le circonda.

Dall’esterno questa capacità viene ammirata, eppure raramente ci si domanda che prezzo abbia essere sempre quella che regge il carico, rendendo la disponibilità un tratto fondamentale della propria identità.

In questo articolo esploriamo il peso della stanchezza come conseguenza dell’essere chi si prende cura di tutti, tranne che di se stessa.

Carico mentale nelle donne: quando diventa una questione di identità

Quando parliamo di carico mentale nelle donne, il problema non è semplicemente avere “molte cose da fare” e non è solo una questione di impegni, ma ha origine dal ruolo che senti di dover ricoprire.

Forse, nel corso della tua vita, hai imparato molto presto a essere quella responsabile, quella che si accorge di ciò che serve prima degli altri, che aiuta, organizza, sostiene e trova soluzioni.

Con il tempo questo modo di stare al mondo è diventato così abituale da sembrarti naturale,  e senza volerlo lo hai reso parte integrante della tua identità: non è un peso che porti, ma è tuo dovere farlo.

Così, senza neanche sapere perché, ti ritrovi a:

  • occuparti di ciò che gli altri trascurano;
  • anticipare bisogni e problemi;
  • fare spazio alle necessità di chi ti circonda prima ancora di considerare le tue, anche se nessuno ti sta chiedendo di farlo… perché ormai non serve più.

Hai assimilato che farti carico di tutto e tutti è il tuo compito, perché per anni sei stata quella affidabile, quella disponibile, quella che riesce sempre a cavarsela.

…e adesso? Fermarti può diventare difficile e talvolta nemmeno lo contempli.

Dalla mente al corpo: le conseguenze del carico mentale delle donne

Anche se il carico mentale nelle donne diventa spesso una questione identitaria, inevitabilmente il prezzo di questo peso costante prima o poi inizia a farsi sentire, manifestandosi:

  • nel corpo, con dolori alle spalle, al collo, al torace, o sensazione di calore, tremolio, stanchezza fisica;
  • nelle energie, quando anche l’azione più semplice sembra gravare su tutto il tuo equilibrio;
  • nella qualità del riposo, con conseguenze sulle giornate, le settimane, i mesi;
  • nella fatica che continui ad accumulare senza concederti il tempo di riconoscerla.

Quando questi “sintomi” iniziano a mostrarsi, nemmeno te ne accorgi. L’energia e la dedizione che le donne mettono nel sostenere il carico mentale finisce per portarle a mettere in secondo piano ciò che accade dentro di sé:

  • il senso del dovere diventa così familiare da sembrare naturale;
  • ti abitui a gestire carichi sempre più pesanti
  • rimandi il riposo, facendo prevalere la stanchezza;
  • ti convinci che ci sarà un momento adatto per occuparti di te;
  • la stanchezza viene normalizzata;
  • i bisogni vengono rimandati;
  • le emozioni passano in secondo piano, perché c’è sempre qualcosa di più urgente da fare;
  • misuri il tuo valore attraverso la tua capacità di sostenere, adattarti e continuare ad andare avanti, anche se avresti bisogno di fermarti.

La stanchezza come conseguenza del carico mentale nelle donne

Quando il carico mentale aumenta, può trasformarsi in un peso insostenibile:

  • le attività che fino a poco tempo prima sembravano gestibili richiedono uno sforzo maggiore;
  • la stanchezza si fa più presente e il desiderio di fermarsi inizia a farsi sentire.

Se ti riconosci in questa situazione, c’è qualcosa che puoi ricordare: il tuo corpo non ti sta tradendo, ma sta comunicando un bisogno che forse stai ignorando da anni, rimandando il riposo, andando avanti nonostante tutto.

Ma perché, nonostante la stanchezza, non riesci ad ascoltare il corpo, a rallentare e a riposarti?

Per molte donne, il riposo non è un sollievo alla condizione di stanchezza, anzi e le ragioni possono essere diverse:

  • il vuoto viene ricollegato al senso di solitudine, portandoti a riempire ogni buco dell’agenda;
  • misuri il tuo valore in base a quanto produci, a quanto ti senti utili e riesci a fare.

In entrambi i casi, le radici di questa associazione sono molto profonde e spesso si intrecciano al modo in cui siamo state cresciute: se fin da piccola hai imparato che il riposo non è una necessità ma qualcosa da giustificare, tenderai a non ascoltare i segnali e a andare avanti nonostante tutto.

Ma in realtà, è proprio da questa consapevolezza che può iniziare un nuovo ascolto, perché il riposo non ti toglie valore ma ti permette di tornare in contatto con una parte di te che, forse, da troppo tempo stava aspettando attenzione.

Liberati dal carico mentale in ascolto del tuo io interiore

Quando per molto tempo hai rivolto la tua attenzione verso ciò che accade fuori da te, può diventare difficile accorgerti di ciò che accade dentro di te… ma è arrivato il momento di iniziare a farlo, perché ricordati che il tuo corpo non è contro di te.

Il tuo benessere non nasce dalla capacità di reggere tutto sempre e comunque, ma dalla possibilità di riconoscere i propri limiti, ascoltare i propri bisogni e concedersi il diritto di esistere anche al di fuori di ciò che si fa per gli altri.

Se ti sei riconosciuta in queste parole, non è necessario cambiare tutto da un giorno all’altro. Può essere sufficiente iniziare da una domanda semplice, ma non sempre facile: se il tuo valore non dipendesse da quanto riesci a fare per gli altri, come ti prenderesti cura di te stessa?

Ciao, sono Silvia!

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Lettera Selvaggia

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